La folle storia dell'alcol attraverso i secoli

Conosciamo tutti l’impatto e il posto che l’alcol occupa oggi nella nostra società! Ma ne conosciamo la storia e la cultura?
Oggi ti proponiamo di salire a bordo del razzo di Sobero e viaggiare attraverso i secoli!
Pronto al decollo? 3… 2… 1… Si parte!
L’Antichità
L’origine dell’alcol risale alle primissime civiltà. Racconti delle civiltà egizia, romana, greca e giapponese parlano della presenza dell’alcol nella loro cultura.
Producevano vino, birra o sakè attraverso una semplice fermentazione degli alimenti. Queste bevande venivano usate a scopo medicinale o religioso. L’ebbrezza provocata dal vino era vista come una trance mistica in Egitto, in Grecia e nell’antica Roma.
Presso i Greci e i Romani, il vino si beveva durante le feste dedicate al dio del vino. Queste cerimonie erano occasioni di grande gioia e festa. Tuttavia, all’epoca il consumo di alcol era sottoposto a un rigido controllo sociale e bere troppo era malvisto. Poiché queste celebrazioni sfociavano in eccessi sempre più violenti, il Senato romano finì per vietarle.
Fu la prima volta che un governo riconobbe pubblicamente gli eccessi legati all’alcol.
All’inizio il consumo di alcol era riservato alle classi alte e alle famiglie reali. Ma a poco a poco si diffuse a tutta la popolazione, diventando una vera e propria moneta di scambio… Sì, un po’ come: “Ti rubo una patatina e tu puoi bere dal mio bicchiere, ok?!”.

Il Medioevo
In questo periodo la tendenza si inverte: l’alcol non è più un consumo riservato alle alte sfere per avvicinarsi agli dèi.
Infatti, la Chiesa e la nobiltà incoraggiavano il popolo a bere con moderazione o, meglio ancora, a diventare astemio.
La Chiesa considerava l’ubriachezza un vizio pagano, che a volte puniva severamente.
All’epoca l’acqua potabile era spesso di cattiva qualità e veniva frequentemente sostituita da bevande alcoliche. Forse è proprio da qui che nasce la parola “acquavite”, chissà!
L’età moderna
La rivoluzione industriale diede alle popolazioni più povere accesso all’alcol per sopportare condizioni di lavoro e di vita difficili.
Vennero pubblicati i primi libri che denunciavano le malattie legate all’alcol e iniziarono le prime pressioni sui politici per ottenere più restrizioni. Grazie a questo nacquero le prime leggi sull’alcol, accompagnate da numerose associazioni, come la Lega nazionale francese contro l’alcolismo nel 1912, che oggi conta fino a 150.000 membri.
L’aumento dei problemi economici e sociali legati all’alcolismo portò gli Stati Uniti a introdurre il proibizionismo nel 1920. In quel periodo si osservò una notevole diminuzione delle malattie legate all’alcol. Ma la crescita del mercato nero costrinse il governo a revocare il divieto 13 anni dopo. Certo, se poi i Peaky Blinders si arricchiscono grazie al proibizionismo, non serve a nulla!
Nel 1939 nacque l’associazione “Alcolisti Anonimi”, dall’incontro di due bevitori americani diventati astemi.
Seguì l’apertura dei primi centri medici specializzati nella cura dell’alcolismo, come il centro Sainte-Anne di Parigi.

Il XXI secolo
Dalle origini a oggi, le tecniche di produzione dell’alcol si sono evolute enormemente, e con loro anche la gradazione alcolica delle bevande! Questo ha aumentato il rischio di sviluppare malattie o di ritrovarsi in situazioni più o meno… imbarazzanti alle feste! Hai presente?
Il posto dell’alcol e la pressione sociale su chi non beve restano forti ancora oggi, nonostante i tanti movimenti sociali che si battono per sensibilizzare. Pensiamo per esempio al “Dry January”, che punta a promuovere un consumo più responsabile e libero dai diktat.
Cosa ci insegna questo viaggio nel tempo?
Abbiamo visto in questo viaggio che l’argomento non ha mai smesso di dividere l’opinione pubblica, e continua a farlo ancora oggi!
Ben presto dopo la sua nascita, gli esseri umani si sono resi conto delle conseguenze che l’alcol può avere sul comportamento, ma anche sulla salute mentale e fisica delle persone.
Allora impariamo dalla storia e impariamo a regolare i nostri consumi: scarica Sobero!
